Essere un nemico pubblico

C’è un momento in cui un uomo decide o forse capisce che nella sua vita non ha più nulla da perdere, quindi ha tutto da guadagnare.

Nasci, vieni allevato e non importa se cresci in un ambiente agiato o povero, da bravi genitori o senza ombra di radici, c’è un preciso momento in cui imbocchi una strada.

Penso a persone come Jacques René Mesrine, considerato dall’ONU nemico pubblico numero 1 negli anni settanta. Lui dopo una serie di tentativi di una vita normale si dedica al crimine.

Jacques_Mesrine.jpgLo immagino mentre faceva il suo lavoro di rappresentante, durante la sua normale conduzione delle quotidianità, lui era lì poco attento e soddisfatto di quello che faceva e per riempire il vuoto fantasticava, si guardava attorno e immaginava come rapinare una banca, una gioielleria magri un ufficio postale.

Poi un giorno si è espresso, mette a segno alcuni furti, commette gravi crimini, cambia numerose città, viene arrestato, evade, viene catturato e durante un processo prendendo il giudice come ostaggio riesce nuovamente a scappare; fa inginocchiare una nazione che vede ogni sua fuga e rapina come un oltraggio, la stessa patria per dimostrare la sua supremazia gli da la caccia, lo insegue, usa tutte le sue forze e in un fulminante agguato lo uccide.

In fondo essere un delinquente ha i suoi lati negativi e positivi, come un qualsiasi lavoro, non è certamente giusto, ma è così difficile mantenere la retta via.

Essere un nemico pubblicoultima modifica: 2010-02-26T12:34:46+00:00da mgl1
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